Visualizzazione post con etichetta Sfoghi di Moda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sfoghi di Moda. Mostra tutti i post

martedì 29 marzo 2016

IMPERFASHION - ALL YOU CAN EAT

Il web ci aiuta mostrare il lato migliore di noi. 
Appariamo tutti più affascinanti, simpatici, intellettuali e sani di mente di quello che siamo effettivamente nella realtà. E' più facile mostrare solo il lato vincente, e oscurare tutto quello che riteniamo inutile ai fini dell' altrui apprezzamento (altresì detti "LIKE", ora anche sorrisini e cuoricini). Complice lo scarto di tempo che intercorre tra l'emissione di un messaggio e la sua pubblicazione. Le due cose non avvengono contemporaneamente, come nelle relazioni faccia a faccia. Abbiamo tutto il tempo di pensare, cancellare, rifare, ricancellare, ritoccare, rimangiarci la parola senza che questa venga data in pasto al pubblico.
Salvo non aver fatto i bagordi alcolici la sera prima, quando ci sfugge il controllo del telefono e rischiamo di mandare all'aria la nostra reputazione di donne e uomini webaticamente perfetti.


lunedì 7 dicembre 2015

TU MI FAI GIRAR, COME FOSSI UNA BLOGGER


Ritornare nel blogomondo comporta delle sorprese.

 


E' un po' come mettere di nuovo piede in una città che si conosce bene, dopo un anno o due. Dove c'era la Standa, adesso c'è OVS, nel panificio in cui ti rifornivi di carboidrati non c'è più il vecchietto, ma il figlio che nel frattempo ha ristrutturato il locale e ha cambiato l'insegna, e ora sembra di stare a Las Vegas. E non fa più solo pane: ora ci sono anche le focacce, le rosette nere al carbone e pure le brioche vegan.


Standa

giovedì 12 febbraio 2015

10 MOTIVI PER CUI NON SARO' MAI UNA PERFETTA FESCION BLOGGER


1. Perchè odio i parrucchieri. TUTTI, dal primo all'ultimo, e perchè odio avere a che fare coi miei capelli (qui un vecchio sfogo). Non me ne frega niente delle doppie punte,  di avere a tutti i costi il mid bob o lo shatush di Bianca Balti a Sanremo che, a pensarci bene, così terribile non era, visto che ci ha traumatizzate talmente tanto da mettere fine una volta per tutte a questa moda infausta della ricrescita (e poi ci ha fatte sentire tutte più a nostro agio con la cellulite e le culotte de cheval).
Bianca Balti Sanremo


martedì 23 settembre 2014

LA MODA E' UN UOMO STRONZO


La moda è un uomo.
Un uomo stronzo.
La regola ci riguarda tutte, nessuna esclusa: più un uomo è stronzo, più ne siamo attratte. Sedotte. E siamo amaramente condannate.
Con la moda è uguale: ti riduce ad una nullità, ti mangia. Tu credi di odiarla, ma più ti maltratta e più le stai dietro. Più ti calpesta, più la adori.


Jacob Palmer Ryan Gosling Crazy stupid love
Jacob Palmer, alias Ryan Gosling, in "Crazy stupid love"

venerdì 23 maggio 2014

DAL CAFFE' ALLE SFILATE - PARTE 2 (RIFLESSIONI SUL MONDO DEL LAVORO)


Ci eravamo lasciati con una domandona in questo post:

E' ancora possibile credere nelle grandi storie di successo nonostante i tempi bui?

Il mio senso cinico mi spingerebbe a rispondere con un NO secco. Ma per una volta provo ad essere qualcun altro, che io alle volte sono troppo negativa e disfattista. Proverò a ragionare in positivo per aiutare me e chi, come me, combatte quotidianamente con le difficoltà del lavoro, prendendo spunto dai consigli che il ragazzo della storia ci ha dato, e che ci tengo a condividere:

venerdì 16 maggio 2014

DAL CAFFE' ALLE SFILATE - PARTE 1 (RIFLESSIONI SUL MONDO DEL LAVORO)


Oggi mi hanno raccontato una storia. Una di quelle storie di successo, intrise di ottimismo, che infondono fiducia nel futuro. Questa storia, ovviamente, parla di moda. Non solo: parla anche di lavoro, di sacrifici, di tempi che cambiano.

Sembra quasi la classica storiella da talk show, quella che si presta ad una narrazione istrionica e che appassiona e ammutolisce il pubblico. Inizia con i patimenti e i sacrifici e si conclude col trionfo. Niente di meno che il più banale degli schemi di Propp, con un po' di Barbara D'Urso e magari un Fabio Volo sbarbato nei panni dell'attore protagonista.


Fabio Volo

lunedì 3 dicembre 2012

BIG NO ABOUT XMAS

Allora, io c'ho un problema. No, a dire la verità c'ho tanti problemi, tanti sfoghi repressi, tante cose che mi urtano, perchè ho un caratteraccio e per molte cose sono vecchia dentro.
Tipo quando rimprovero la commessa di H&M perchè hanno tolto tutti gli specchi al piano terra (e non ci sono neanche i camerini, bisogna andare al -1!!)
Oppure quando cazzio il ragazzino che vuole passare in bicicletta in un passaggio strettissimo dove siamo già in 50, non riusciamo a camminare e siamo tutti di fretta: "Potresti anche scendere dalla bici!!", disse quella che sembrava una vecchia rompiballe e invece c'aveva soltanto 27 anni.
Beh, tra tutte le cose che mi urtano, c'è il Natale. Non il Natale in sè, in quanto celebrazione religiosa ecc ecc, ma il Natale e tutto quello che ha scatenato in questi ultimi anni.
Mi secca che nessuno si renda conto della ripetitività a cui siamo sottoposti e che tutti spacciano per novità.
La mutanda rossa a Capodanno, per esempio, no? E' una cosa nuova, perchè a Natale la biancheria intima deve essere in linea con la festività e rompere la monotonia dei colori del resto dell'anno. Poi porta bene (ah si?). Possibile che ogni santo anno da quando sono nata i negozi di intimo debbano proporre dei completini da lap dancer? Quale signore, quale brand manager, quale genio del marketing ha deciso che a Capodanno bisogna essere tutte PORCHE?
Il gusto delle persone va affinato, non involgarito.
Per esempio oggi ero ai Gigli, un centro commerciale vicino Firenze, ed oltre alla processione di gente già in ansia per i regali, ho visto delle robe che Gesù che stai per nascere, scampacene e liberacene almeno tu!
Insomma, non c'è limite alla tragedia.
A Capodanno ci dobbiamo travestire da pornostar.
Iniziamo con una cosa "soft":


I have a problem. No, actually I have a lot of problems, 'cause I have a bad temper. For many things, I'm an elderly inside.
Among all that thing that I can't stand, there's Christmas.  I'm not speaking about the religious celebration, but what XMAS had provoked over the last years. There is something repetitive, hidden behind the false happiness that everyone seems to feel during that days.
To make an example: red lingerie. Is it possible that every single year since I was born, underweare shops sell lap dancers lingerie? Who is that man, that brand manager, that marketing genius who decide that during Christmas we all have to be so "naughty" and dirty?!
People's taste has to be corrected, not made it worse.
Today I went to Gigli, a mall near Florence, and I thought that there's no limit to catastroph.
During Christmas and New Year's eve, lingerie's brands want us to be porn - stars.
Let's start from something "soft":

Intimissimi

mercoledì 21 novembre 2012

MARGIELA FOR H&M: PRESSURES AND IMPRESSIONS

...perchè di pressione si tratta: quella che spinge noi schizo - blogger a recarci da H&M per visionare, comprare, perdere la dignità per la capsule collection più attesa di sempre.
Pressione mediatica dai fashion magazines, dai blog, dal vociare in sottofondo di tutte quelle persone che non aspettavano altro che avere qualcosa di Margiela. Pressione dalla malattia mentale che affligge tutti i fashionisti.
Me compresa. 


It's all about pressures: that thing that made bloggers go to H&M to buy, and probably lose dignity for the most craved capsule collection ever.
It's all about mediatic pressure from fashion magazines, blogs and "bla bla bla" from all that people who was waiting for nothing but Margiela. It's all about pressure derived from a fashion mental disease...
...that I suffer from as well.


giovedì 15 novembre 2012

THE CARRY-OVER WARDROBE SAGA #1

Non diciamo cazzate: "stile" non significa sentirsi al meglio con se stessi. 

Lo stile è un terno al lotto: un giorno ce l'hai, il giorno dopo chissà. Devi provare, tentare, incazzarti, innervosirti, scomporti la pettinatura numerose volte, ripassarti il mascara sulle ciglia, perchè la prima passata è rimasta incollata al maglione che hai tolto e messo, tolto e messo, tolto e messo. Quando ti sei sufficientemente incazzata col mondo, allora forse ti sei vestita bene e puoi uscire.
Non diciamo neanche che vestirsi è un gioco. Vestirsi è una tragedia. Senza contare, dettaglio non trascurabile, che nel caso in cui a vestirsi siano le donne, la tragedia diviene una sorta di connubio tra La Bohème, Amleto, e Efigenia in Tauride. Insomma, non ne esce vivo nessuno.
Il piano malefico sarebbe quello di puntare tutto su una divisa à la Emanuelle Alt: avere quattro pezzi cult su cui puntare quando manca l'estro creativo, quando non abbiamo tempo, o semplicemente quando siamo in pre-mestruo. Tutto molto semplice, non fosse che l'Emanuela possiede una serie di caratteristiche inarrivabili per noi comuni mortali, per cui uno skinny, una tee e un blazer, abbinati ad un paio di decolletes - il BASIC per eccellenza - sull'Emanuela stanno divinamente. Il punto è che anche il BASIC, se scadente, non ci salva: tutt'altro, ci getta inesorabilmente nell'anonimato. Un buon basic, unito ad una nota di "gnocchezza", più quel certo "non so che" che tutte le francesi hanno - la francesità, chiamiamola così - dà come risultato questo:


Having style is kind of an issue, that's the truth. It's not true that style means being at ease with themselves. Not at all!
Style is a guessing game: one day you're stylish, but next day... who knows? You have to try hard, get angry and nervous, make a mess with your hair and your make up... just because you put on and off your sweater five or six times. When you're finally upset with the world, maybe you're well dressed. 
I wouldn't say that getting dress is funny as well. Getting dress is kind of a tragedy... what happens if you're a woman? Tragedy becomes a sort of mixture of La Bohème, Amleto and Ifigenia in Tauride: no one will survive.
The evil plan should consist in a sort of uniform, following Emanuelle Alt's example: few "cult" items always ready to help us when we run out of creativity or don't have enough time... or simply when we have pre-menstrual sydrom. It's seems so simple, but actually Emanuelle has something "magic" that men in the street can't even imagine: a tee, a pair of skinny, a blazer and decolletes, the BASIC mix par excellance, look amazing on Emanuelle. Unfortunately BASIC clothes, if cheap, have the opposite effect: anonymity. Otherwise, this is the result of a good basic mixed with a "certain something":

Emmanuelle Alt

domenica 4 novembre 2012

UNA RIFLESSIONE SUI FASHION BLOG, BLOGGERS E FASHION BLOGOSFERA.

Insomma, io a 'sta cosa ci penso spesso.


Adesso che ci sono dentro, in realtà, ci penso un po' meno, ma nel periodo antecedente all'apertura del blog la domanda me la sono posta sovente.

Se apro un blog di moda divento una fashion blogger? 

Ovvero:

1. Devo mettermi in posa nel cortile di casa come se fosse una location metropolitana studiata ad hoc e scelta appositamente? 

2. Devo farmi le foto con la bocca semi-aperta e lo sguardo ammicca-ammicca? 

3. Devo trovare qualcuno per farmi fotografare?!?!? (Questo è un punto critico, il mio ragazzo è una persona seria!)


Riccardo Pozzoli

giovedì 27 settembre 2012

UN GIRO DA H&M

Penso di aver raggiunto il record di giorni lontana da H&M.

 

H&M, si diceva con la mia (ex) coinquilina, è come una seconda casa. 
Sono molte le motivazioni che giustificano un giro da H&M, almeno così è stato per me nei miei meravigliosi (e ormai passati) anni di università.

H&M Bologna

sabato 23 giugno 2012

COS E COSE A MILANO

Ieri, dopo aver fatto il mio dovere, ho realizzato che ero a Milano. Da sola. Per di più col cellulare scarico. Sola con me stessa e con Milano. Senza uomini che mi mettessero fretta o mi costringessero a scegliere in quali negozi entrare e per quanto tempo restarci. 
Ho approfittato dell'occasione per fare due passi, ripromettendomi di non entrare nè da H&M nè da Zara. E infatti il primo negozio in cui sono entrata è stato H&M di San Babila (coerente!), ma solo per guardare la linea trend. In questo sono stata non brava, ma bravissima: ho provato 4 o 5 capi ma non ho comprato niente.
Dopodichè ho scovato il temporary store di cui aveva parlato La Scomodamente in questo post. Ci sono passata per caso, non avevo idea di dove fosse. Ricordandomi appunto del post di Chiara, ho deciso di concedermi un'entrata, gioendo del fatto che non sarebbe stato niente male tornare a casa senza i soliti stracci di H&M e co. L'outlet si chiama "Weight a moment" (o Kilo Fashion? Boh. I temporary store cambiano spesso nome), ma io c'ho passato an hour abbondante. 

Kilo Fashion Milano

sabato 9 giugno 2012

SE BELLA VUOI APPARIRE, UN SALAME DEVI SEMBRARE

Questo non è un blog di moda, è più un blog di sofferenze legate alla moda.
Tipo che non sarò mai una giornalista di moda.
O che quella cosa con le due C che bramo da tempo costa troppo.
Queste sono, diciamo, sofferenze dell'anima, più o meno importanti. Strettamente correlate all'autocommiserazione e al piangersi addosso (è la mia specialità! :D)
Certe volte, invece, la sofferenza è fisica e si identifica in un oggetto preciso. 
Nel mio caso, questo:

sottoveste shaping intimissimi



mercoledì 6 giugno 2012

TRA LE COSE VECCHIE MI SENTO A MIO AGIO


Allora, io ad Arezzo, alla fine, ci sono andata. Colma di speranze, piena di aspettative, sfidando il caldo e i chilometri, portandomi dietro la mia bulldog, che deve avermi odiato profondamente perchè ho costretto una brachicefala a patire il caldo con me.

Arezzo è una città splendida, il mercatino è uno dei più belli che fanno in Italia, probabilmente anche per la cornice storica in cui è immerso. Il caldo già creava dei problemi di concentrazione sugli oggetti in vendita, la fame mi ha praticamente offuscato il cervello per tutto il primo tratto.



sabato 2 giugno 2012

A CACCIA DI LIBRI


Una delle attività preferite de La Gruccia consiste nell'andare a zonzo per mercatini. In questo, devo dire, sono proprio figlia dei miei genitori: ho ripreso da loro il "vizio" di amare l'antiquariato, i quadri, i negozi di conto-vendita stracolmi di oggetti e ninnoli del passato, le fiere dell'artigianato, assaporare le piccole gioie di scovare, nel macello, dei tesori da portare a casa. Niente di valore, magari, ma non è quello che si cerca, quanto piuttosto il piacere di portarsi a casa qualcosa che ci piace davvero e che abbiamo solo noi. 



mercoledì 16 maggio 2012

BRUTTIDERI (OVVERO BRUTTI DESIDERI)

Ci sono una serie di cose che non riuscirei a non definire brutte. Queste stesse cose, però, esercitano anche un notevole inspiegabile fascino sulla sottoscritta. Chiamiamoli pure BRUTTIDERI, brutti desideri. Cose che non so se comprerei mai, ma che se mi regalassero ne sarei ben lieta. Cose che non so se metterei mai ma che sarei ben felice di avere nel mio armadio. Insomma, una questione controversa che invece di spingermi a liberarmi di roba inutile, mi spinge a desiderarne sempre di più.

Quali sono i capi incrimati?

Un classico del fashion horror, le Creepers. Oggettivamente brutte e fuori dal mio stile ma altamente desiderabili. In versione borchiata, poi... Ho acquistato qualcosa di simile da H&M in marrone questo inverno (in versione light, diciamo), sono corsa dal calzolaio che me le ha tinte di nero e le ho anche indossate. Mia madre quando mi ha visto in total black con skinny, creepers e calzino a vista si è spaventata. Mia madre vuole vedermi "femmina" :)


mercoledì 9 maggio 2012

IL MIO PREZZO È UN VESTITO


Beh io mi definisco una persona integra.
Rimango coerente con le mie idee.
Non seguo la massa, se quello che fa la massa non mi piace.
Non mi faccio comprare facilmente.

Balla. Enorme, gigantesca, apocalittica BALLA. Io mi faccio comprare eccome. Non è difficile capire con cosa.

domenica 6 maggio 2012

E ALLA FINE ARRIVA... LA GRUCCIA.


Ho rimandato l’apertura del blog fino a quando ho conseguito la laurea, ho smesso di entusiasmarmi per la nullafacenza, ho iniziato ad annoiarmi e ho capito che è una cosa che mi può servire. A che? A trovare lavoro.  
Eccone un’altra che vuole fare la giornalista. E allora? Se avessi voluto fare la regista avrei aperto un canale su Youtube e mi sarei messa a caricare video fatti da me. Se avessi voluto fare ClioMakeUp, adesso vi sarebbe toccato sorbirvi un tutorial sugli smokey eyes. Invece voglio fare la giornalista (di moda, ahia!) (sì, ce ne sono tante, lo so), e quindi mi metto a scrivere qui, di modo tale che chiunque ne abbia voglia possa leggermi, ma soprattutto per dare sfogo alle infinite cose modaiole che mi passano per la testa e che spesso il mio ragazzo(no, non mi farà le foto) non ha il cuore di ascoltare... che poi si sente autorizzato a parlare di poker (che sta a me come Gareth Pugh sta a lui, ovvero “CHE???”) e io non lo posso proprio sopportare.

Gareth Pugh


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...