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lunedì 20 febbraio 2017

LA FERRAGNI VA AD HARVARD? DOVREMMO ESSERE CONTENTI

Non ho aperto il blog perché avessi mire di tipo espansionistico.

Non aspiravo ad arrivare chissà dove, non mi aspettavo che diventasse un lavoro, non volevo finire a smarchettare prodotti tipo coppette mestruali solo per ricevere campioni omaggio.

Volevo semplicemente incanalare e dare ordine ad una sorta di flusso continuo interiore. Una specie di energia che per gli scrittori o presunti tali - e per scrittori intendo chi lo è per davvero, chi pensa di esserlo e non lo è, e chi lo fa per diletto tipo me -, portatori sani di egocentrismo per DNA, ad un certo punto diventa incontenibile e spinge per uscire fuori, trovare consenso, essere condivisa.




domenica 25 settembre 2016

BULLISMO - ERA MEGLIO QUANDO SENZA INTERNET SI STAVA PEGGIO

Tante volte ho pensato a quanto sarebbe stato bello essere un'adolescente con internet, lo smartphone, i social network. Non posso dimenticare la frustrazione di uscire al sabato sera sperando di incontrare "quellochemipiaceva", di trovare con fatica il coraggio chiedere con aria strafottente "Che per caso hai visto in giro..?", sperando che quell'amico in comune non glielo riferisse - speranza vana - o di incaricare qualche amica di indagare tramite l'amico del compagno di classe del cugino. Chi se lo dimentica il giro dei locali per beccarlo casualmente - puntualmente lui usciva e io entravo o viceversa -, come non pensare ai tuffi al cuore quando lo incontravo senza la fidanzata del mese, sperando che si fossero finalmente lasciati e che forse avevo qualche chance? (no, c'era già un'altra in lista d'attesa).

domenica 17 luglio 2016

AMATI, ELISA.




Cara Elisa,

chi lo sa se ti chiami davvero così. Io le Elise me le sono sempre immaginate bionde, come te. E anche minute, fragili, trasparenti, con gli occhi grandi e bramosi. Come quelli delle bambine che hanno appena ricevuto una busta piena di caramelle, ma ne vogliono ancora e ancora, perchè le bambine di nome Elisa sanno che da qualche parte nel mondo esiste un deposito gigante di caramelle, e di una misera busta non se ne fanno un bel niente.

sabato 27 febbraio 2016

OFF TOPIC LIBRI - UNA DONNA, DI SIBILLA ALERAMO

Io non sono femminista.
Ho sempre creduto che all'uomo vada riconosciuta una certa superiorità, rispetto a noi donne. Per esempio, loro sì che sanno cambiare le lampadine. Sì che sanno interpretare il linguaggio dell'omino Ikea sul foglietto delle istruzioni, e sanno pescare dalla bustina il bullone giusto. Sanno attaccare un quadro senza scorticare centimetri di muro e aprire voragini spazio-temporali su universi paralleli. Io non sono in grado neanche di montare le sorpresine dell'Ovetto Kinder, per dire.



domenica 7 febbraio 2016

SULLE DONNE #2 - DIETRO UN GRANDE UOMO, C'E' SEMPRE UN'ADRIANA

Scusate eh, ma è un po' di tempo che mi prudono le dita. Perchè una cosa la devo scrivere, la devo diffondere, seppur coi miei modesti mezzi, e non mi importa se questo blog vi sembrerà fastidiosamente femminista, che ormai pure le donne sono diventate anti-femministe perchè portare avanti un'idea femminista vuol dire ammettere la superiorità del maschio e quindi non va bene.

Insomma.

Ho visto Rocky. Sì, alla fine l'ho visto. Mi sono rifiutata per anni di guardarlo, perchè la mia anima autolesionista e romantica non poteva concepire mica di perdere tempo con una roba di gente che si mena. Beh, mi sbagliavo. Ma pure parecchio. Rocky è il film da uomo più woman-friendly che ci sia. Ora, dire Rocky è dire tutto e niente, perchè di Rocky ne hanno sfornati ben 7, l'ultimo è CREED (adesso in sala, ma io, fossi in voi, non lo vedrei se non avete visto i precedenti 6 film, perchè si apprezza solo per una questione puramente affettiva) (mi fa ridere che fino a due mesi fa se mi parlavano di Rocky dicevo "VADE RETRO", e adesso mi atteggio a critica raffinata).



venerdì 23 maggio 2014

DAL CAFFE' ALLE SFILATE - PARTE 2 (RIFLESSIONI SUL MONDO DEL LAVORO)


Ci eravamo lasciati con una domandona in questo post:

E' ancora possibile credere nelle grandi storie di successo nonostante i tempi bui?

Il mio senso cinico mi spingerebbe a rispondere con un NO secco. Ma per una volta provo ad essere qualcun altro, che io alle volte sono troppo negativa e disfattista. Proverò a ragionare in positivo per aiutare me e chi, come me, combatte quotidianamente con le difficoltà del lavoro, prendendo spunto dai consigli che il ragazzo della storia ci ha dato, e che ci tengo a condividere:

venerdì 16 maggio 2014

DAL CAFFE' ALLE SFILATE - PARTE 1 (RIFLESSIONI SUL MONDO DEL LAVORO)


Oggi mi hanno raccontato una storia. Una di quelle storie di successo, intrise di ottimismo, che infondono fiducia nel futuro. Questa storia, ovviamente, parla di moda. Non solo: parla anche di lavoro, di sacrifici, di tempi che cambiano.

Sembra quasi la classica storiella da talk show, quella che si presta ad una narrazione istrionica e che appassiona e ammutolisce il pubblico. Inizia con i patimenti e i sacrifici e si conclude col trionfo. Niente di meno che il più banale degli schemi di Propp, con un po' di Barbara D'Urso e magari un Fabio Volo sbarbato nei panni dell'attore protagonista.


Fabio Volo

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