Riflettevo, in questo strano periodo in cui l’unico rapporto che mi soddisfa veramente è quello “me stessa-me stessa” - per citare Rita Levi Montalcini, “Io sono mio marito” - sul perché non riesca ad abbandonarmi come una volta al trasporto incondizionato, matto e disperatissimo verso gli uomini.
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sabato 5 novembre 2016
martedì 27 settembre 2016
BUON COMPLEANNO, DYLAN DOG
Ieri era il trentesimo compleanno di Dylan Dog, bello, londinese, in polacchini, solitario, latin lover, libero professionista e con tanto di Maggiolino. E io mi sono ricordata di come ci siamo conosciuti. Ve lo racconto.
domenica 25 settembre 2016
BULLISMO - ERA MEGLIO QUANDO SENZA INTERNET SI STAVA PEGGIO
Tante volte ho pensato a quanto sarebbe stato bello essere un'adolescente con internet, lo smartphone, i social network. Non posso dimenticare la frustrazione di uscire al sabato sera sperando di incontrare "quellochemipiaceva", di trovare con fatica il coraggio chiedere con aria strafottente "Che per caso hai visto in giro..?", sperando che quell'amico in comune non glielo riferisse - speranza vana - o di incaricare qualche amica di indagare tramite l'amico del compagno di classe del cugino. Chi se lo dimentica il giro dei locali per beccarlo casualmente - puntualmente lui usciva e io entravo o viceversa -, come non pensare ai tuffi al cuore quando lo incontravo senza la fidanzata del mese, sperando che si fossero finalmente lasciati e che forse avevo qualche chance? (no, c'era già un'altra in lista d'attesa).
martedì 29 marzo 2016
IMPERFASHION - ALL YOU CAN EAT
Il web ci aiuta mostrare il lato migliore di noi.
Appariamo tutti più affascinanti, simpatici, intellettuali e sani di mente di quello che siamo effettivamente nella realtà. E' più facile mostrare solo il lato vincente, e oscurare tutto quello che riteniamo inutile ai fini dell' altrui apprezzamento (altresì detti "LIKE", ora anche sorrisini e cuoricini). Complice lo scarto di tempo che intercorre tra l'emissione di un messaggio e la sua pubblicazione. Le due cose non avvengono contemporaneamente, come nelle relazioni faccia a faccia. Abbiamo tutto il tempo di pensare, cancellare, rifare, ricancellare, ritoccare, rimangiarci la parola senza che questa venga data in pasto al pubblico.
giovedì 12 febbraio 2015
10 MOTIVI PER CUI NON SARO' MAI UNA PERFETTA FESCION BLOGGER
1. Perchè odio i parrucchieri.
TUTTI, dal primo all'ultimo, e perchè odio avere a che fare coi miei capelli (qui un vecchio sfogo). Non me ne frega
niente delle doppie punte, di avere a tutti i costi il mid bob o lo
shatush di Bianca Balti a Sanremo che, a pensarci bene, così terribile non era, visto che ci ha traumatizzate talmente
tanto da mettere fine una volta per tutte a questa moda infausta
della ricrescita (e poi ci ha fatte sentire tutte più a nostro agio con la cellulite e le culotte de cheval).
martedì 23 settembre 2014
LA MODA E' UN UOMO STRONZO
La moda è un uomo.
Un uomo stronzo.
La regola ci riguarda
tutte, nessuna esclusa: più un uomo è stronzo, più ne siamo
attratte. Sedotte. E siamo amaramente condannate.
Con la moda è uguale: ti
riduce ad una nullità, ti mangia. Tu credi di odiarla, ma più ti
maltratta e più le stai dietro. Più ti calpesta, più la adori.
![]() |
| Jacob Palmer, alias Ryan Gosling, in "Crazy stupid love" |
giovedì 7 febbraio 2013
QUEL MERAVIGLIOSO E MISTERIOSO MONDO CHE E' LA PALESTRA
La palestra è un luogo che, per inclinazioni personali (essere molto dedita al al sedentarismo, al poltronismo, all'abbandono delle membra su qualsiasi superficie morbida, ma anche dura) ho sempre evitato, anzi, direi proprio snobbato. Ho sempre visto di cattivo occhio le persone che si auto-imponevano di recarsi in palestra per ben tre volte alla settimana (non dico di più perchè dai, esiste gente che ci va più di tre volte alla settimana?!).
martedì 16 ottobre 2012
HAIR STYLIST O HAIR KILLER? SULL'ARTE DEL TAGLIARE I CAPELLI.
Ovvero: un bel taglio di capelli vale più di cento buchi di cellulite in meno.
Sin da piccola, ho dovuto imparare ad abituarmi ai cambiamenti. A causa del lavoro di mio padre, abbiamo girato l'Italia cambiando città una decina di volte (quelle che mi ricordo, per lo meno: se conto anche quelle in cui ero nella pancia della mia mamma, il numero sale).
Dovendomi abituare al cambiamento per una questione di sopravvivenza, sforzandomi anche di farmelo piacere e di trovare dei lati positivi (in effetti "cambiare" non è mai stato un problema per me, e lati positivi ce ne sono per davvero), sono dovuta anche entrare nell'ottica di cambiare scuola, giro di amici, abitudini, gruppo scout, scuola d'inglese e quant'altro.
Non l'ho mai trovato difficile.
Solo una cosa non mi è mai riuscita, e ancora oggi mi mette in crisi:
giovedì 27 settembre 2012
UN GIRO DA H&M
Penso di aver raggiunto il record di giorni lontana da H&M.
H&M, si diceva con la mia (ex) coinquilina, è come una seconda casa.
Sono molte le motivazioni che giustificano un giro da H&M, almeno così è stato per me nei miei meravigliosi (e ormai passati) anni di università.
sabato 9 giugno 2012
SE BELLA VUOI APPARIRE, UN SALAME DEVI SEMBRARE
Questo non è un blog di moda, è più un blog di sofferenze legate alla moda.
Tipo che non sarò mai una giornalista di moda.
O che quella cosa con le due C che bramo da tempo costa troppo.
Queste sono, diciamo, sofferenze dell'anima, più o meno importanti. Strettamente correlate all'autocommiserazione e al piangersi addosso (è la mia specialità! :D)
Certe volte, invece, la sofferenza è fisica e si identifica in un oggetto preciso.
Nel mio caso, questo:
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