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giovedì 15 novembre 2012

THE CARRY-OVER WARDROBE SAGA #1

Non diciamo cazzate: "stile" non significa sentirsi al meglio con se stessi. 

Lo stile è un terno al lotto: un giorno ce l'hai, il giorno dopo chissà. Devi provare, tentare, incazzarti, innervosirti, scomporti la pettinatura numerose volte, ripassarti il mascara sulle ciglia, perchè la prima passata è rimasta incollata al maglione che hai tolto e messo, tolto e messo, tolto e messo. Quando ti sei sufficientemente incazzata col mondo, allora forse ti sei vestita bene e puoi uscire.
Non diciamo neanche che vestirsi è un gioco. Vestirsi è una tragedia. Senza contare, dettaglio non trascurabile, che nel caso in cui a vestirsi siano le donne, la tragedia diviene una sorta di connubio tra La Bohème, Amleto, e Efigenia in Tauride. Insomma, non ne esce vivo nessuno.
Il piano malefico sarebbe quello di puntare tutto su una divisa à la Emanuelle Alt: avere quattro pezzi cult su cui puntare quando manca l'estro creativo, quando non abbiamo tempo, o semplicemente quando siamo in pre-mestruo. Tutto molto semplice, non fosse che l'Emanuela possiede una serie di caratteristiche inarrivabili per noi comuni mortali, per cui uno skinny, una tee e un blazer, abbinati ad un paio di decolletes - il BASIC per eccellenza - sull'Emanuela stanno divinamente. Il punto è che anche il BASIC, se scadente, non ci salva: tutt'altro, ci getta inesorabilmente nell'anonimato. Un buon basic, unito ad una nota di "gnocchezza", più quel certo "non so che" che tutte le francesi hanno - la francesità, chiamiamola così - dà come risultato questo:


Having style is kind of an issue, that's the truth. It's not true that style means being at ease with themselves. Not at all!
Style is a guessing game: one day you're stylish, but next day... who knows? You have to try hard, get angry and nervous, make a mess with your hair and your make up... just because you put on and off your sweater five or six times. When you're finally upset with the world, maybe you're well dressed. 
I wouldn't say that getting dress is funny as well. Getting dress is kind of a tragedy... what happens if you're a woman? Tragedy becomes a sort of mixture of La Bohème, Amleto and Ifigenia in Tauride: no one will survive.
The evil plan should consist in a sort of uniform, following Emanuelle Alt's example: few "cult" items always ready to help us when we run out of creativity or don't have enough time... or simply when we have pre-menstrual sydrom. It's seems so simple, but actually Emanuelle has something "magic" that men in the street can't even imagine: a tee, a pair of skinny, a blazer and decolletes, the BASIC mix par excellance, look amazing on Emanuelle. Unfortunately BASIC clothes, if cheap, have the opposite effect: anonymity. Otherwise, this is the result of a good basic mixed with a "certain something":

Emmanuelle Alt

martedì 23 ottobre 2012

AD OGNUNO IL SUO CAPPOTTO

Direi che sono abbastanza stufa di rimandare il cambio di stagione. Questo era il weekend che avrei dedicato all'impresa titanica stagionale, eppure faceva un caldo tale che non mi sembrava il caso di avere a che fare con i maglioni di lana. Quindi canottiere e vestitini estivi sono ancora nell'armadio, e ogni volta che lo apro mi prende male.

Io odio il caldo, l'estate, la combo abitino+sandali (mi sa di poco!), e tutto quello che ha a che fare con la suddetta stagione. Adoro il freddo, il piumone, il calore di casa, il mio cane che emana tepore e... i cappotti :)

Ispirandomi ad una newsletter di Topshop, ecco il sunto dei cappotti che ci riscalderanno quest'inverno...

IL CAPPOTTO MILITARE:


Military Coat ASOS

sabato 22 settembre 2012

LA MODA IN PELLICOLA - JANE EYRE

...ovvero un'eroina d'altri tempi che ispira un trend attualissimo.


Leggere Jane Eyre è qualcosa che avrei voluto fare già molto tempo fa, eppure c'è sempre stato qualche altro libro ad avere la priorità su di lei. Proprio come accade nella sua vita, in cui   l'eroina emerge e si fa amare per gradi, così è stato per il mio cuore, all'inizio mosso da semplice compassione e poi definitivamente e irrimediabilmente innamorato di lei. Questa figura così esile, non particolarmente avvenente eppure così ricca di forza e allo stesso tempo di quella dolcezza che ci mette un po' per venir fuori, come le fragranze di alcuni profumi che all'inizio lasciano interdetti per poi esplodere in mille note di piacere per l'olfatto, ecco, Jane Eyre è così: simbolo di forza femminile, integrità, intelligenza, indipendenza, cultura, austerità ed eleganza.

Ventisette anni ho aspettato per capire che Jane Eyre, istitutrice orfana nata dall'incredibile abilità di Charlotte Brontë, è la mia donna ideale, il modello a cui aspiro e che porterò con me per sempre.

Non a caso Zeffirelli, regista noto per aver portato in scena eroi ed eroine di libri e romanzi famosi (per esempio, "Amleto" con Mel Gibson, Maria di "Storia di una Capinera" di Giovanni Verga) ha dipinto, grazie alla bravura di Charlotte Gainsbourg, un ritratto ben riuscito di Jane.

Charlotte Gainsbourg Jane Eyre


venerdì 15 giugno 2012

ASOS SELECTION, OVVERO PASSO LE MATTINATE SU ASOS

Guardo Asos praticamente tutti i giorni, complici le e-mail che propongono costantemente sconti, ora per il Giubileo della Regina, ora per gli Europei, ora per il Coachella Festival: ogni scusa è buona per proporre i capi al 20 - 30 %, e io sono sempre invogliata a darci un'occhiata. Mi sveglio la mattina, controllo le e-mail, giro dei blog e poi... Asos.

Ho comprato varie volte sul sito inglese, e soltanto una volta ci sono rimasta un po' male: i chelsea boot che descrivevano come "real leather" in realtà puzzavano di reparto scarpe di H&M (ovvero: pura plastica!). Per il resto, ho comprato degli stivali bellissimi (che poi ho scoperto, più tardi, che aveva anche la Ferragni... oltraggio!!!) e un paio di vestitini. La qualità è mediocre, ma le taglie corrispondono, i pacchi arrivano immediatamente.. insomma, ogni tanto va bene.


Ho selezionato qualcosina che mi piacerebbe avere....

Simpatica borsetta borchiata di Misha Barton (eh? anche lei ha fatto una linea di accessori?), che però preferirei in nero:


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