Non ho aperto il blog
perché avessi mire di tipo espansionistico.
Non aspiravo ad arrivare
chissà dove, non mi aspettavo che diventasse un lavoro, non volevo
finire a smarchettare prodotti tipo coppette mestruali solo per ricevere campioni omaggio.
Volevo semplicemente
incanalare e dare ordine ad una sorta di flusso continuo interiore. Una specie di energia che per gli scrittori o presunti tali - e per scrittori intendo chi
lo è per davvero, chi pensa di esserlo e non lo è, e chi lo fa per
diletto tipo me -, portatori sani di egocentrismo per DNA, ad un
certo punto diventa incontenibile e spinge per uscire
fuori, trovare consenso, essere condivisa.

